Palmares Lucca Comics Awards 2026

Yellow Kid Maestro del Fumetto

Go Nagai
Lo Yellow Kid Maestro del Fumetto è stato consegnato al Sensei Go Nagai, “per aver rivoluzionato l’immaginario visivo globale e impresso un segno indelebile in intere generazioni. Maestro visionario, capace di infrangere convenzioni, tabù e stereotipi con sfrontato coraggio, ha sondato i recessi più profondi e oscuri dell’animo umano attraverso uno stile inconfondibile, in cui il dinamismo si fonde con una potente espressività, barocca e grottesca. Ponte straordinario tra culture, ci ha restituito la Divina Commedia tradotta nel linguaggio universale del fumetto, saldando la tradizione orientale con le radici profonde della narrazione occidentale”.

Yellow Kid Maestra del Fumetto

Anna Brandoli
Quest’anno è stato conferito anche il premio Yellow Kid Maestra del Fumetto ad Anna Brandoli, “per aver dato volto, spessore e voce indimenticabili a uomini e donne immersi nelle ombre del Medioevo e dei grandi snodi della storia antica. La sua firma si distingue per uno stile particolarissimo e rigoroso, dotato di una sintesi espressiva tra le più alte e raffinate mai raggiunte nel panorama del fumetto italiano. In felice sinergia con la sensibilità di sceneggiatori come Renato Queirolo e Ottavio De Angelis, ha firmato pagine di inestimabile valore, consegnando alla storia della nona arte capolavori di assoluta e duratura intensità”.


Yellow Kid Fumetto dell’anno

Domenica di Olivier Schrauwen (Coconino Press), con traduzione di Olga Amagliani e Claudia Cozzi

Riconoscimento assegnato per il coraggio di rischiare una sperimentazione estrema ma mai fine a sé stessa in un momento in cui sperimentare è spesso considerato un rischio nel medium fumetto. Olivier Schrauwen gioca con la grammatica del genere, unendo la lezione di Chris Ware alla struttura narrativa di James Joyce, partendo da una “semplice” giornata di una persona comune. Da lì l’occhio si sposta nello spazio – interno ed esterno – e nel tempo, tra sospensioni e accelerazioni percepite, restando intimo e universale al tempo stesso.


Yellow Kid Autore/Autrice dell’anno

Leo Ortolani per Tapum (Feltrinelli Comics)

Un autore che non mente e racconta l’umanità nella sua forma più profonda e vera: la tragedia si alterna all’umorismo, l’indicibile drammatico si mostra in tavole che svelano l’orrore, senza mai cadere nel dramma gratuito. Leo Ortolani racconta la verità sugli esseri umani – deboli, feriti, sacrificati sull’altare di decisioni scellerate – e sui conflitti, in cui la Prima guerra mondiale diventa metafora di tutte le guerre e le loro storture. Nel buio, la risata. Il terreno dell’umorismo, di cui l’autore ha un’assoluta padronanza, diventa quindi la base per la costruzione di un libro che regala tutto il bagaglio di possibili emozioni. 


Gran Guinigi Miglior fumetto breve o raccolta

Sto con il mio santo di Chihoi (Canicola), con traduzione di Anastasia Genovese

Una raccolta di dieci racconti realizzati dall’artista tra il 2003 e il 2018, in cui Chihoi guida lettori e lettrici all’interno di mondi dai contorni sfumati, ossessioni perturbanti, quotidianità in cui la trama della realtà si disfa lentamente. I corpi, la memoria, le trame si sfaldano in un bianco e nero mai immobile e uguale a sé stesso, a tratti più cupo, a tratti esile e leggero. Quindici anni di storie che raccontano allontanamenti e ritorni, perdite e ritrovamenti, prigioni mentali e luoghi infiniti che mostrano come l’arte, in questo caso la Nona Arte, può portare in mondi che non sono nostri. Chihoi non ha paura di andare oltre il quotidiano e il reale, diventando surrealista, portando chi legge a immergersi nel regno del sogno. Una vera mappa di come funziona la creatività più pura, scatenata, libera.


Gran Guinigi Miglior fumetto seriale

Absolute Martian Manhunter di Deniz Camp e Javier Rodríguez (Panini Comics), con traduzione di Lorenzo Corti

Una serie che non ha paura di giocare con la grammatica del fumetto, smontandola, decostruendola e ricostruendola con regole totalmente nuove, anche a costo di evocare un senso di iniziale smarrimento che diventa poi viaggio nella meraviglia della ricerca visiva. Lo sceneggiatore Deniz Camp e il disegnatore Javier Rodríguez osano, raggiungendo vette estreme di psichedelia ed essenzialità, creando un apparente paradosso: una serie totalmente indie immersa in un contesto percepito come ipercommerciale. Il pop diventa sperimentazione pura, in cui storia e disegno formano un legame indissolubile e unico, che non potrebbe essere reso efficacemente se non in questa forma.


Gran Guinigi Miglior disegno

Guerra Giusta di Danijel Zezelj (Eris Edizioni), con traduzione di Valerio Stivè

Il bianco e il nero nella loro forma più pura si piegano costantemente al servizio della mano di Danijel Zezelj: il movimento e le scene d’azione vengono resi con pochissimi tratti dalla precisione chirurgica. L’apparente essenzialità evoca interi universi complessi e stratificati e, per precisa volontà dell’autore, a volte si appanna per un attimo e sfuma nel ricordo per mostrare un mondo che non c’è più. Il bianco taglia come un’accetta le scene, definendo ambientazioni, corpi, edifici. Il contrasto luce/ombra diventa co-protagonista della storia con tavole che sembrano scatti fotografici e colgono un preciso momento di un qui e ora immerso nelle macerie di una guerra, una delle tante.


Gran Guinigi Miglior sceneggiatura

Ombre di famiglia – Feeding ghosts di Tessa Hulls (Tunué), con traduzione di Martina Fermato

Una sceneggiatura che si costruisce sul vuoto, sugli spazi lasciati dal silenzio di una famiglia, e li trasforma in struttura narrativa. Tessa Hulls parte dalle proprie vicende personali e dal rapporto tra tre generazioni di donne e su questo nucleo innesta la Storia di un intero Paese. Le due dimensioni diventano inseparabili: solo guardando insieme il personale e il collettivo il trauma di una generazione trova un senso. La scrittura dell’autrice oltrepassa i confini del libro: la sceneggiatura comincia con la ricerca stessa – tra lettere, dossier e memorie della nonna – per ricostruire un passato che nessuno aveva raccontato davvero. Ne nasce una costruzione stratificata che tiene unite vite ed epoche senza cercare chiusure facili.


Gran Guinigi Miglior esordiente

Mentre ero via di Rina Jost (Diabolo Edizioni), con traduzione di Giulia Bertoldo

Un esordio solido e convincente, dalla forte matrice autobiografica, che dà ai caregiver il riconoscimentomeritato e abbatte i tabù che ancora circondano la depressione. Rina Jost sceglie la struttura della fiaba per raccontare ciò che spesso non trova parolee, attraverso il fumetto, dà voce alle sensazioni di chi vive accanto a chi sta male. Creature benefiche, paure che prendono forma e portali magici compongono un viaggio avventuroso in cui fantastico e simbolico si fondono con l’esperienza vissuta, restituita con sincerità e dolcezza, in un racconto poetico, toccante e mai lontano dalla realtà.


Gran Guinigi per un’iniziativa editoriale – Premio Stefano Beani

La fine del mondo (il manifesto)

Un progetto editoriale nato con l’intenzione esplicita di avvicinare un pubblico sempre più ampio al fumetto, sfondando le barriere del medium, miscelando sapientemente lavori di esordienti e di autori e autrici già affermati, per esplorare storie e stili sempre diversi. Un riconoscimento che vuole premiare anche la scelta controcorrente di investire prioritariamente sulle edicole, mantenendo un prezzo popolare. Una scelta “radicale e un po’ folle” (per stessa dichiarazione del suo curatore) per riportare il fumetto d’autore nel canale distributivo che ha avvicinato per primo generazioni di lettori e lettrici alla Nona Arte.


Premio Self Area

Dust Marrow, realizzato dall’autore Pastaacolazione

Nel corso degli anni la Self Area si è sedimentata come una realtà in cui gli artisti emergenti possono far davvero splendere il proprio talento. La splendida rendita tecnica, le tematiche attuali in un mondo completamente diverso, e l’impatto visivo di Dust Marrow, realizzato dall’autore Pastaacolazione, ne sono un brillante esempio. Tutte queste caratteristiche hanno colpito la maggioranza dei lettori, che si sono sentiti attratti da un universo del tutto estraneo a noi, ma allo stesso tempo vicino nei sentimenti ed emozioni.


Premio Generazioni

Vince il Gran Guinigi – Premio Generazioni, riservato al meglio della produzione a fumetti per lettori e lettrici tra i 6 e i 12 anni, Kurt! di Sabine Lemire & Rasmus Bregnhøi (Sinnos). “Ironico e dissacrante, questo fumetto porta a riflettere sui temi della perdita e della difficoltà a lasciare andare qualcosa che ci è molto caro, come i pezzi del nostro passato. La storia risulta commovente senza essere stucchevole. Molto efficace il contrasto tra la delicatezza delle tematiche, spesso considerate tabù, e il tono di voce del fumetto. Questa discrepanza, insieme allo sconfinamento nell’assurdo, è ciò che fa funzionare bene la storia”. Una menzione speciale va a Il mondo degli animali perduti di Noémie Weber (Diabolo): “le intelligentissime soluzioni grafiche scelte da Noémie Weber rendono ancora più speciale una storia densa di significati, che viene sviluppata nella forma di un viaggio avventuroso, metafora del percorso necessario per attraversare il dolore e accettare la separazione”.


Gran Guinigi Pro, i premi tecnici

Selezionati anche i vincitori dei Premi Gran Guinigi Pro, dedicati alle professionalità legate alla Nona Arte, a chi opera nel campo del fumetto ogni giorno e, con il suo lavoro, contribuisce a dare vita a libri capaci di coinvolgere e stupire lettori e lettrici. Traduzioni, copertine, lettering, packaging: lo staff culturale di Lucca Comics & Games – a partire da titoli candidati dagli editori e valutati con segnalazioni del comitato dei lettori – ha decretato i vincitori della terza edizione dei Gran Guinigi Pro.

Il premio Gran Guinigi Pro Miglior Traduzione è stato realizzato in collaborazione con CEATL – Conseil Européen des Associations de Traducteurs Littéraires, AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti e Strade Traduttori editoriali).

Il Gran Guinigi Pro Miglior Traduzione dal francese è stato assegnato a Vania Vitali e Andrea Toscani per Asterix in Lusitania, testi di Fabcaro, disegni di Didier Conrad (edito da Panini Comics): “Brillante, dinamica e divertente la traduzione a quattro mani di Vitali e Toscani che giostrandosi fra lusismi, nomi parlanti e giochi di parole hanno saputo raccogliere con disinvolta armonia la sfida della traduzione italiana di un mostro sacro come Asterix di R. Goscinny e A. Uderzo”,spiegano i giurati Stefano Andrea Cresti, Francesca Novajra e Giovanni Zucca.

La giuria per la miglior traduzione dall’inglese ha selezionato la versione di Stefano Formiconi de Le case del Male, di Ed Brubaker e Sean Phillips, pubblicato da Saldapress. “La traduzione coglie e rende con efficacia le atmosfere e il ritmo narrativo, con soluzioni fluide e convincenti sia negli scambi dialogici sia in quelli narrativi, mantenendo un buon equilibrio tra accuratezza e adeguatezza al genere” la motivazione dei giurati Maurizio Bartocci, Stefano Andrea Cresti e Giovanna Scocchera.

Il Gran Guinigi Pro Miglior Traduzione dal giapponese è stato assegnato a Christine Minutoli per La storia di Genji di WakiYamato, edito da J-POP Manga: “Magistrale resa di un testo complesso, aulico e ricco di parti poetiche in un italiano evocativo e senza sbavature, capace di trasportare efficacemente il lettore nel contesto storico dell’opera. Encomiabile anche il lavoro di ricerca storico-letteraria svolto dalla traduttrice” hanno indicato i giurati Vincenzo Filosa, Andrea Maniscalco e Valentina Vignola. Che aggiungono una menzione speciale che va al lavoro di Prisco Oliva per La voce della strada, di Kei Usuba, edito da J-POP Manga. “Una traduzione altrettanto magistrale di un testo complesso, ma su un registro diametralmente opposto, tra slang, volgarità, hip-hop e droghe, che denota un grande impegno di ricerca e adattamento”.

E poi ancora: il Gran Guinigi Pro Miglior Packaging Editoriale è stato assegnato a Topolino e il mistero dell’uomo nuvola, Ted Osborne e Floyd Gottfredson, edito da Panini Comics; il Premio Gran Guinigi Pro Miglior Lettering è stato vinto da Marco Daeron Ventura per Insectopolis di Peter Kuper, edito da Tunué; e ancora il Gran Guinigi Pro Miglior Copertina, assegnato a Pino, di Takashi Murakami, edito da J-POP Manga. Infine, il Gran Guinigi Pro Miglior Colore è stato vinto da Matheus Lopes per Helen di Wyndhorn, edito da Bao Publishing.

Targa Oesterheld per il Dialogo e la Comprensione tra i Popoli

Lucca Comics & Games è orgogliosa che per l’edizione Legacy torni, a quarant’anni esatti dalla sua nascita, la “Targa Oesterheld per il Dialogo e la Comprensione tra i Popoli”, un titolo oggi più che mai significativo in un mondo dilaniato da guerre, intolleranza e prevaricazione. Il festival dedicò la Targa, come riconoscimento postumo, a Héctor Germán Oesterheld, maestro del capolavoro L’Eternauta, scomparso nella nebbia della dittatura militare argentina insieme alle sue quattro figlie e agli altri 30.000 desaparecidos. La nuova Targa, ripensata insieme a Martìn Miguel Oesterheld e Laura Bruno, eredi del grande fumettista argentino, e a Emergency, charity partner della manifestazione, si rivolge oggi a tutte le forme di espressione che Lucca Comics & Games rappresenta.

La Giuria, composta dal maestro italiano Igort, da Martìn Miguel Oesterheld, da Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di Emergency, dal maestro argentino José Muñoz, dalla scrittrice fantasy Licia Troisi e dal rappresentante del gruppo di lavoro di Lucca Comics & Games, ha consegnato la Targa a David Prudhomme per Rebetissa, edito da Coconino Press, “un’opera in cui l’impegno civile si fonde mirabilmente con una straordinaria maestria formale. Attraverso le vicende dei personaggi e la musica dolente e ribelle del rebetiko, il volume restituisce voce agli ultimi, agli emarginati e alla memoria ferita del Mediterraneo; e in particolare la restituisce alle donne, trasformando l’arte in un universale veicolo di pace, fratellanza e comprensione reciproca. A suggellare il riconoscimento è una costruzione fumettistica di assoluta solidità: una narrazione visiva dal ritmo ipnotico, in cui il segno vibrante e i colori luminosi contribuiscono a una partitura corale che celebra la dignità umana e la potenza redentrice della cultura”.