
Tetsuo Hara
Il premio è conferito al maestro Tetsuo Hara “per la sua straordinaria carriera e per aver creato un’icona del manga come Hokuto no Ken (Ken il Guerriero). Il suo stile grafico inconfondibile, caratterizzato da un’eccezionale cura dei dettagli anatomici, muscolature poderose e chiaroscuri marcati, ha ridefinito il genere d’azione post-apocalittico e influenzato intere generazioni di artisti. Attraverso opere epiche, Hara ha saputo elevare il fumetto a linguaggio mitico, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo mondiale”.
The Horizon di JH (ReNoir Comics / Gaijin), con traduzione di Valerio Stivé
“Due bambini attraversano un mondo devastato dalla guerra cercando un “orizzonte” di salvezza dalla brutalità e dalle rare gentilezze degli esseri umani. È racchiusa in questa manciata di parole la trama di The Horizon, fumetto di JH, che nasce serializzato online su Naver, valorizzando all’ennesima potenza – coi suoi bianchi e neri secchi e i rarissimi momenti di colore – le funzionalità della piattaforma Webtoon. Affidandosi a pochissime parole, un segno essenziale ma fortemente espressionista, campi larghissimi capaci di proiettare il lettore di fronte alla maestosità dei paesaggi indifferenti al destino dell’uomo, The Horizon riesce a parlare, in modo dolcissimo e spietato, di perdita e famiglia, disumanizzazione e poesia, ciclicità della violenza e amicizia. Sfruttando a pieno tutte le potenzialità espressive del fumetto, JH ci mette davanti agli orizzonti delle nostre vite e arriva a toccarci il cuore con piccoli, fragili, spiragli di preziosissima speranza”.
Alessandro Tota per La magnifica illusione (Coconino Press) e Lo specchio (Canicola)
Come si legge nelle motivazioni, “con uno stile in perfetto equilibrio tra il grottesco, il realistico e il tragicomico, Alessandro Tota insegna, con i suoi fumetti, cosa significa raccontare per immagini. Lo dimostrano i suoi due lavori nominati ai Lucca Comics Awards 2025: La magnifica illusione. New York 1938 (Coconino), un’opera potente e visionaria, che mette al centro della narrazione la Golden Age del fumetto americano, e Lo specchio (Canicola), in cui la vera protagonista è la coreografia dei corpi che narrano i sentimenti dai due protagonisti. Sia La magnifica illusione, che Lo specchio, sono costruiti con solido realismo narrativo e una tecnica impareggiabile che mette insieme la freschezza del tratto franco-belga, l’esperienza del fumetto indipendente americano e la visceralità della scena autoriale italiana degli anni ‘70 e ‘80”.
Animali domestici di Bianca Bagnarelli (Coconino Press)
Motivazione della giuria: “Tredici racconti a fumetti pubblicati tra il 2013 e il 2024, tredici frammenti, che ritraggono le inquietudini, la nostalgia, lo smarrimento, l’amicizia, lo stupore, l’angoscia e la dolcezza, di una generazione in bilico, mostrando l’evoluzione di un tratto limpido e pulito che va alla ricerca di sé stesso senza perdersi, anzi, mostrando un grandissimo senso del controllo, e un gusto unico e personalissimo del colore. Ma in queste storie di animali domestici, che non siamo altro che noi umani, sospesi tra le nostre intime solitudini e tante piccole crudeltà quotidiane, Bagnarelli (un talento, non dimentichiamolo, riconosciuto e apprezzato tanto in Italia quanto all’estero) dimostra di essere oltre che una disegnatrice straordinaria, anche una scrittrice di razza, in grado di giocare con uno storytelling che dilata e velocizza i momenti narrativi, ponendo grande attenzione ai non detti, alle pause, alle ripartenze, in un gioco continuo di vuoti e pieni che caratterizza in maniera inequivocabile, ogni sua tavola”.
Veil, volumi 1 e 2 di Kotteri! (J-POP Manga), con traduzione di Dario Rotell
Motivazioni della giuria: “È un manga, ma è anche un Artbook. È racconto in prosa ma anche un taccuino di sketch. È una riflessione sui bizzarri motivi che portano due persone a condividere un percorso di vita insieme, una raccolta di piccoli riti quotidiani sospesi tra corteggiamento e distanza, ma anche uno stilosissimo libro di fashion design. Per questi motivi, Veil, scritto e disegnato da Kotteri!, nato sui social e poi pubblicato nel mondo in modi diversi a scelta dei vari editori, è il più interessante e stimolante fumetto seriale del 2025. Un “oggetto” da leggere, guardare, sfogliare e risfogliare scegliendo ogni volta da quale dei suoi mille risvolti lasciarsi catturare. Scegliendo ogni volta, quale velo sfogliare.”
Il figlio di Pan di Fabrizio Dori (Oblomov Edizioni)
“Che la formazione da pittore abbia donato a Fabrizio Dori tutta una serie di interessanti peculiarità al suo modo di raccontare con il fumetto, era già evidente nei precedenti Gauguin (Tunué, 2018) e Il Dio Vagabondo (Oblomov 2018), ma è con i due volumi della saga Il Figlio di Pan che l’autore dà vita a una magia visiva che mette insieme mito e contemporaneo, burlesque e lirismo, in un impasto visivo che alterna registri realistici e stilizzazioni decorative. I suoi libri si leggono e si “guardano” come quadri che respirano, il colore non “riempie”, non decora, ma costruisce il senso della scena, con accenti simbolici e giocosi rimandi alla storia dell’arte (dalla ceramica antica al modernismo). La palette dei colori di Fabrizio Dori fatte di tramonti dionisiaci, verdi boschivi, notti stellate, è piena e corposa, trasmette sensazioni tattili senza mai schiacciare il disegno che è morbido ed elastico e si muove tra il realistico e il grottesco, vicino ai grandi maestri dell’animazione, oltre che del fumetto.”
La seconda vita di Sander – Libro Primo di Stepan Razorёnov (Hollow Press), con traduzione di Salvatore Privitera
“Nella sua biografia, l’artista, illustratore, designer Stepan Razorёnov riporta sia la sua data di nascita (09/21/2002) che quella di morte (09/21/2093). Si definisce tolkeniano, calmo, responsabile, asociale e di strani principi e racconta che è dall’estate del 2021 che scrive una storia sull’aldilà che è cresciuta fino a riempire tre volumi. Quello che da questo momento dovrà aggiungere alla sua biografia è anche la dicitura “Sceneggiatore” perché La seconda vita di Sander (il suo primo fumetto, disegnato “una pagina al giorno”, per nove mesi) è sì un fumetto splendidamente disegnato, ma è soprattutto un’opera che si avvale di una scrittura maestosa e incredibilmente consapevole per essere un’opera prima”. E ancora tra le motivazioni: “Razorёnov non si limita a raccontare il desiderio post mortem che ha Sandre di costruire una città per tutte le creature finite all’inferno, ma lavora così bene di world-building da rendere vivo e interessante ogni personaggio di contorno, ogni ambiente, ogni più piccola comparsa. Parlando della corrosione che il potere porta con sé, dell’importanza del concetto di comunità e di responsabilità individuali, Razorёnov dà vita al primo capitolo di una saga dark-fantasy filosofica, il cui cuore risiede nel suo in un protagonista moralmente ambiguo, ma la cui anima sta nelle domande relative ai concetti di morte e rinascita, memoria personale e collettiva, che pone ai lettori”.
Bestie in fuga di Daniele Kong (Coconino Press)
“Fine anni Cinquanta. Sull’isola tirrenica immaginaria di Dieci, rimasta ai margini del boom economico, la routine di Franco e Marcello, giovani destinati alla pesca, viene sconvolta dall’arrivo di una troupe cinematografica guidata dal decaduto regista neorealista Augusto Campagnoli e da sua figlia Claretta. Il loro obiettivo – girare un film sulla vita di Gesù e trasformare Dieci in una “nuova Capri” – innesca collisioni fra desideri, riti, credenze, modernità e tradizioni dell’isola”, si legge nella motivazione. “La tradizione della grande commedia all’italiana filtrata attraverso il linguaggio del fumetto d’autore; epopea famigliare e sguardo critico sul miraggio del progresso, satira del turismo di massa e dei modelli di sviluppo che alimentano desideri irrealistici, ma anche un grande romanzo sul passaggio epocale dell’Italia del dopoguerra che ci prende per mano conducendoci fino alle contraddizioni della nostra contemporaneità. Il cinema, la prosa, la musica. Tutto questo, nelle 600 pagine che compongono la sorprendente opera di esordio di Daniele Kong, autore già pienamente consapevole di come utilizzare ciò che compone l’architettura del Fumetto, dalla composizione della tavola all’uso dei dialoghi, dal ritmo con cui scandire la lettura, fino al disegno, ricchissimo, complesso, ma al tempo stesso fresco e dinamico.”
Tutto un altro Lupo Alberto a cura di Silver e Lorenzo La Neve (Gigaciao)
“Nato all’interno del classico magazine “Lupo Alberto”, Tutto un altro lupo è un laboratorio, una factory, un happening, un virus iniettato all’interno di un sistema sanissimo per farlo sbocciare di fiori coloratissimi e provenienti da pianeti distanti anni luce tra di loro. A idearlo, scriverlo e curarlo con passione e rispetto, Lorenzo La Neve, con la supervisione dello stesso geniale papà del Lupo, Silver. A infondergli corpo e ulteriore pazzia, una squadra di artisti straordinari: Matilde Simoni, Francesco Guarnaccia, Matteo Corradini, Mattia Di Meo, Nova, Cecilia Petrucci, Andrea Boscolo, Fran, Valeria Appendino, Gaia Magnini, The Sando, Lorenzo Palloni, Martoz, Roberto “Dano” D’Agnano, Mitja Bichon, Leonardo Mazzoli, Federico Gaddi, Eleonora Simeoni, Alessandro Santoro, Maria Letizia Mirabella, Maicol&Mirco, Alex Comandatore, Lorenzo Mò, Dottor Pira, Davide Minciaroni, Spugna, Mattia “Drugo” Secci, Davide “Dado” Caporali, Silvia “savuland” Landucci, Simone “Sio” Albrigi, Stefano “TheSparker” Conte, Giacomo “Keison” Bevilacqua. Da inserto di 16 pagine presente in ogni albo della storica testata, nato per ibridare tradizione e avanguardia, allargando così anche il pubblico del personaggio, nel 2024 Tutto un altro lupo è stato raccolto in volume da Gigaciao per festeggiare i 50 anni di Lupo Alberto. L’antologia, che rimonta in un percorso unico i materiali originali, arricchendoli con inediti, omaggi e reinvenzioni grafiche, restituisce un’immagine fortissima ed eterogenea della grande qualità della scena artistica italiana attuale, lancia le superstar del fumetto di domani, e funziona anche come manifesto: Lupo Alberto può ancora incidere nel presente, cambiando linguaggi ma senza perdere la sua preziosa identità.”
Cadaveri squisiti di Veronica Ciancarini (Ragdoll Fumetti Scomposti)
Oltre al riconoscimento come Ospite d’Onore alla prossima edizione del festival con uno stand offerto da Lucca Crea, il gruppo avrà anche la possibilità di realizzare l’artwork pubblicitario della Self Area 2026 e una mostra sul volume vincitore.
Compagna Cucolo di Anke Feuchtenberger (Coconino Press), tradotto da Mariagiorgia Ulbar
“In oltre dieci anni di lavoro, tra indagine interiore e incessante ricerca sulle forme del disegno, Anke Feuchtenberger ha realizzato la sua opera definitiva: un romanzo di oltre 400 pagine visionario e poetico, dove i temi dell’affetto negato e la violenza della realtà sono bilanciati da una fantasia sfrenata, dall’amore quasi mistico per la natura e da una sottile ironia. L’autrice affronta questioni complesse come la condizione femminile, l’oppressione politica, l’infanzia abbandonata e offesa, la macina cruenta della Storia, ma lo fa con la voce intima di chi sussurra all’orecchio un segreto.
Con Compagna Cuculo, Anke Feuchtenberger rinnova il linguaggio del fumetto spingendolo oltre i suoi confini, tra arte visiva, poesia e racconto simbolico. La sua opera sfugge a ogni definizione, intrecciando memoria, parola e immagine in un linguaggio radicalmente personale, che mette in dialogo intimità e storia, sogno e materia. “
Alla selezione ha partecipato ALIR – Associazione Librerie Indipendenti per Ragazzi, nato lo scorso anno riservato al meglio della produzione a fumetti per lettori e lettrici tra i 6 e i 12 anni, tra Al di là del fiume.
Vincitori Ex aequo del Premio Generazioni: Al di là del fiume. Il cavaliere doppio di Giuseppe Ferrario (edito da Terre di mezzo) e I misteri di Strambopoli di Tor Freeman (edito da Diabolo Edizioni)
“Una storia, anzi due, che raccontano con uno stile moderno e senza retorica la stessa guerra vista da fronti opposti. Per la narrazione fluida e mai scontata, i disegni accattivanti e lo storytelling senza vignette che, nella doppia splash page come costante, offre una grande prova di narrazione a fumetti” – la motivazione della giuria per il libro di Giuseppe Ferrario, mentre per quello di Tor Freeman si legge: “Piccola grande perfezione narrativa, che incede col passo del classico, animando personaggi archetipici ma guizzanti, splendidamente raffigurati, e da racconti semplici e raffinati, che lasciano spazio alla scrittura e all’ironia. Un’opera senza tempo, che riconcilia col fumetto”.
Un riconoscimento alle diverse figure professionali che operano nel campo del fumetto e che, attraverso il loro prezioso lavoro, contribuiscono a dare vita a straordinari titoli e a libri capaci di coinvolgere e stupire lettori e lettrici: lo staff culturale di Lucca Comics & Games – a partire da titoli candidati dagli editori e valutati con segnalazioni del comitato dei lettori – ha decretato i vincitori della prima edizione dei Gran Guinigi Pro.
Il premio Gran Guinigi Pro Miglior Traduzione è stato realizzato in collaborazione con CEATL – Conseil Européen des Associations de Traducteurs Littéraires, AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti e Strade Traduttori editoriali).
La miglior traduzione dal giapponese è stata assegnata a Valentina Vignola per la traduzione del libro Claudine di Riyoko Ikeda (J-POP Manga).
I giurati, Vincenzo Filosa, Federica Lippi e Andrea Maniscalco, hanno motivato il premio per “un fumetto denso di testo, dal registro sempre elevato, tradotto mantenendo lo stile raffinato dell’autrice e offrendo una resa”.
Per la traduzione dall’inglese, il vincitore è Fabio Gadducci e Mirko Tavosanis per La leggenda di Luther Arkwright di Bryan Talbot (Tunué).
Il giudizio non unanime della giuria (composta da Stefano Andrea Cresti, Annalisa Di Liddo e Veronica Raimo) premia questa traduzione “per la spiccata sensibilità linguistica e la solida competenza culturale dimostrata nell’affrontare un testo denso, che richiedeva inventiva nella restituzione delle soluzioni spesso anticonvenzionali dell’autore, l’equilibrio trovato nella difficile resa del parlato dialettale e di alcune espressioni gender-neutral, e il rigore nel dialogo con le traduzioni delle parti precedenti della saga”.
Per la traduzione dal francese, il vincitore è Francesco Savino per The Grocery di Aurélien Ducoudray e Guillaume Singelin (Bao Publishing).
La giuria per la miglior traduzione dal francese, composta da Stefano Andrea Cresti, Francesca Novajra e Giovanni Zucca, ) ha scelto The Grocery, pubblicato da BAO nella collana Cherry Bomb, a cura di Zerocalcare perché “Francesco Favino ha saputo dare voce al composito affresco di sauri, pennuti e lucertoloidi antropomorfi che si muovono in assetto da guerrilla per le strade di una Baltimora pulp e violentissima. Per oltre quattrocento pagine il traduttore è riuscito a restituire in italiano estetica, tono, intenzioni ed emozioni dei personaggi, mantenendo sempre la graffiante ironia, la tensione da cardiopalma e le atmosfere durissime dell’originale”.
Premio Miglior Packaging Editoriale: a Le storie dell’orrore di Mimi – Edizione Deluxe di Junji Ito (J-POP Manga).
Premio Miglior Lettering: a Andrea Accardi per (I Wanna Live Like) Common People di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (Panini Comics).
Premio Miglior Copertina: a Ai Weiwei per Zodiac. Un graphic memoir di Ai Weiwei, Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini (Oblomov Edizioni).
Premio Miglior Colore: un riconoscimento all’uso sapiente della tavolozza cromatica, a Laura Zuccheri per Kamasutra di carne e di sangue, scritto da Sudeep Menon (Segni d’Autore).